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Maggio 2016

Italia: nel 2015 leggera ripresa nelle vendite di vini

Nel corso del 2015 le vendite di vini nel canale della GDO (Grande distribuzione organizzata) sono aumentate dell’1,3%, un dato in linea con la crescita del settore food (+1,3%) e leggermente migliore del dato riguardante la crescita generale dei consumi nel canale GDO nel 2015, pari a un +0,8%.
Quindi le performances del settore food e di quello dei vini sono state decisamente migliori della, complessivamrete debole, ripresa dei consumi verificatasi nell’anno passato.
Molto positiva la performance del segmento dei vini spumanti che ha visto una crescita superiore al 6% rispetto all’anno precedente, mentre i vini fermi hanno avuto una crescita dello +0,2%. Nel comparto generale dei vini fermi quelli di qualità superiore (soprattutto DOC e DOCG), hanno conosciuto una crescita del +2,7%. Sono invece in calo del 4% i vini da tavola. Si conferma quindi quella tendenza, già in corso da diversi anni e definita, con un termine raccapricciante, “premiumizzazione”! In pratica i consumatori di vino bevono meno ma bevono meglio, cioè si spostano verso i prodotti di qualità più elevata (la cosiddetta fascia “premium”). Un fenomeno questo comune a quasi tutti i principali mercati di grande produzione e grande consumo di vino.

 

Marzo 2016

Stati Uniti: nel 2015 le esportazioni di vino a livelli record

Nel 2015 gli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record nelle loro esportazioni di vino nonostante il dollaro forte. In volume sono stati venduti all’estero circa 461 milioni di litri, per un valore di circa 1,61 miliardi di dollari (al cambio attuale circa 1,44 miliardi di Euro). Il 90% dei vini esportati provenivano dalla California. Le destinazioni di queste esportazioni sono state innanzittutto l’Unione Europea per 622 milioni di dollari, soprattutto verso due paesi Regno Unito e Germania; seguita dal Canada (461 milioni di dollari), Hong Kong (97 milioni di dollari), il Giappone (96 milioni di dollari), la Cina (56 milioni di dollari), la Nigeria (29 milioni di dollari), il Messico (26 milioni di dollari), la Corea del Sud (23 milioni di dollari), la Svizzera (21 milioni di dollari), Singapore (15 milioni di dollari), e a seguire gli altri. Da sottolineare che negli ultimi dieci anni le esportazioni di vini californiani sono aumentate del 91% in valore.

 

Gennaio 2016

Buone prospettive per il mercato del vino in Messico

Il Messico è uno dei più importanti paesi dell’America Latina, il più popoloso con più di 120 milioni di abitanti, dopo il Brasile, con un’economia in crescita nonostante il crollo del prezzo delle materie prime energetiche, di cui il paese è grande produttore ed esportatore. Il mercato del vino in Messico ha continuato a crescere negli ultimi quindici anni a ritmi significativi. La produzione interna soddisfa solo il 30% della domanda, per cui il 70% dei vini consumati nel paese sono importati. I principali esportatori sono la Spagna e il Cile e solo al terzo posto arriva l’Italia che si è comunque conquistata un ruolo di primo piano nel segmento dei vini spumanti con una quota di mercato del 30%, superata soltanto dalla Francia con una quota di mercato del 56%. Considerando che i consumi di vino pro capite sono ancora bassi nonostante siano raddoppiati negli ultimi dieci anni, che il ceto medio sta crescendo, che il vino è diventato una bevanda “alla moda” soprattutto tra i giovani e le donne, tutti gli analisti prevedono un’ulteriore crescita del mercato del vino in Messico.

 

Settembre 2015

Italia: quella del 2015 sarà una buona vendemmia

Le prime stime diffuse sui mass media sulla vendemmia 2015 sono piuttosto positive con un +12% rispetto al 2014, sino alla cifra di 47 milioni di ettolitri. Se queste previsioni dovessero venire confermate l’Italia potrebbe superare la Francia, che si stima si fermerà a una produzione di 46,5 milioni di ettolitri, riconquistando la leadership mondiale, mentre la Spagna, l’altro grande produttore, non dovrebbe superare i 43 milioni di ettolitri. Gli incrementi di produzione sono abbastanza generalizzati su tutto il territorio nazionale, in controtendenza, solo la Toscana rimasta ferma ai livelli del 2014, la Lombardia con un – 3% e la Calabria con un –10%. Abbiamo invece alcune regioni che superano la media nazionale: il Molise, la Basilicata e la Sicilia che fanno + 20%, la Puglia + 19%, la Campania e l’Umbria che fanno un +17% il Friuli Venezia Giulia +14%. Il livello qualitativo va dal buono all’ottimo in tutta la penisola. Si tratta di previsioni, vedremo se saranno confermate.

 

Cuba buone prospettive per il mercato del vino

Dopo la recente riapertura delle relazioni diplomatiche tra il regime castrista che ancora domina nell’isola caraibica e il governo degli Stati Uniti, si attendono ulteriori passi verso una sempre maggiore apertura dell’economia cubana. Per quanto la bevanda alcolica più consumata a Cuba sia la birra anche il vino può avere buone prospettive, soprattutto i bianchi freschi che meglio si adattano alle condizioni climatiche dell’isola. Già negli ultimi mesi hanno cominciato a visitare il paese diverse delegazioni di imprenditori, un po’ di tutti i settori, anche dall’Italia che già ora, comunque, è uno dei principali partenr commerciali di Cuba. Il paese ha poco più di 10 milioni di abitanti, ha alcune fiere del vino, un’associazione di sommelier e in molti ristoranti si trova già il vino. Il settore della ristorazione è in gran parte privatizzato ed è destinato a svilupparsi sempre più con la maggiore apertura economica dell’isola. Molto probabilmente nei prossimi anni si assisterà a uno sviluppo intenso del mercato nel vino anche in quella che è la più grande isola dei Caraibi.

 

Giugno 2015

La Costa d’Avorio, nuovo mercato per il vino in Africa

La Costa d’Avorio è situata nell’Africa occidentale ed ha circa una ventina di milioni di abitanti. Ex colonia francese, dopo anni di turbolenze politiche il paese da qualche anno ha avviato un processo di stabilizzazione politica e di ricostruzione economica. Grazie all’influenza culturale francese il vino è una bevanda conosciuta, apprezzata e consumata in Costa d’Avorio. Nel paese non c’è produzione vinicola e quindi tutto il mercato del vino è costituito da importazioni che ammontano, su base annua a circa 27 milioni di Euro con una netta tendenza alla crescita. I due paesi che dominano il mercato ivoriano sono la Spagna (50%) e la Francia (47%) che assieme hanno quindi una quota di mercato del 97%. L’Italia è in terza posizione ma con cifre simboliche (poco più di 200.000 Euro di esportazioni nel 2014).
La Francia ha una posizione di primo piano, sia per i legami storici, sia per la posizione di rilievo delle catene della GDO francese nella distribuzione commerciale nel paese, i vini francesi sono quelli che godono di una migliore immagine e sono generalmente quelli di qualità superiore. La Spagna invece ha la leadership soprattutto nelle fasce di prezzo medio-basse. Il vino più consumato nel paese è lo spagnolo “Don Simon”, confezionato in tetrabrik, molto economico e d’altronde, per quanto il vino sia apprezzato da tutte le fasce di popolazione, il reddito medio in Costa d’Avorio non supera i 1.500 Euro l’anno. Una gran parte del vino spagnolo esportato nel paese arriva sfuso e viene imbottigliato in loco. Il mercato del vino in Costa d’Avorio, per quanto ancora di piccole dimensioni, presenta prospettive interessanti, con tassi di crescita negli ultimi anni di circa il 7%.

 

Maggio 2015

Il mercato del vino in Georgia

La Georgia, ex Repubblica dell’Uniove Sovietica, paese che, tra l’altro diede i natali a Josif Stalin, è sin dai tempi più remoti, un grande produttore di vino. La coltivazione della vite, in quella che anticamente si chiamava Colchide è testimoniata in numerose fonti greche e romane. Anche durante il periodo sovietico, la Georgia riforniva con i suoi vini tutto il blocco comunista. Nel paese ci sono decine di vitigni autoctoni, migliaia di produttori e si adottano ancora tecniche di produzione antichissime che utilizzano anfore di terracotta che vengono interrate, anche se il settore vitivinicolo georgiano si sta gradualmente modernizzando. I consumi di vino nel paese sono elevati circa 22 litri pro capite all’anno ma i due terzi della produzione nazionale vengono esportati. Nonostante la guerra che ci fu qualche anno fa con la Federazione russa e il successivo embargo commerciale,  l’export di vino georgiano, che ha raggiunto in termini di valore i 120 milioni di Euro annui, si rivolge soprattutto  (43% circa) al mercato russo anche se sta cercando di riposizionarsi verso altri paesi, sempre dell’ex area sovietica come Ucraina, Kazhakistan, Bielorussia, Azebaijan ma anche Cina e Stati Uniti. Le importazioni di vino sono invece minime, ammontano a circa due milioni di Euro l’anno e per quasi l’80% provengono da tre paesi: la Federazione Russa (33%), la Francia (26%) e l’Italia (19%).

 

Maggio 2015

Nuovi mercati per il vino: il Kazhakistan

Un mercato sempre più interessante per il vino è il Kazhakistan, paese ex sovietico nell’Asia centrale che, grazie agli enormi giacimenti di gas e petrolio, sta crescendo a ritmi vertiginosi e che comincia a scoprire i “gioielli” dell’enogastronomia italiana. Hanno aperto negli ultimi anni diversi ristoranti e pizzerie italiane, l’importazione di vini complessivamente ha già raggiunto i 40 milioni di Euro l’anno anche se, gran parte di queste importazioni, provengono da paesi ex sovietici, Georgia e Moldavia assieme hanno una quota di mercato del 70%. Tra i paesi dell’Unione Europea la Francia ha una posizione di leadership mentre l’Italia esporta vini per un valore annuo di circa 3 milioni di Euro, soprattutto nel segmento degli spumanti,  poca roba, certo, ma i ritmi e  le prospettive di crescita di quel mercato sono molto promettenti.

 

Marzo 2015

Nigeria: nuovo mercato per il vino

La Nigeria è uno dei più grandi e popolosi paesi africani. Con 170 milioni di abitanti, grandi risorse energetiche, un PIL in rapida crescita è un paese con enormi potenzialità anche se l’instabilità politica, la corruzione dilagante e fenomeni diffusi di terrorismo sia islamico che di altra ispirazione, non lo rendono un paese in cui sia facile operare. Negli ultimi anni anche in Nigeria si è sviluppato un mercato del vino. La crescente urbanizzaizone, la nascita di una classe media che richiede beni di consumo di qualità, vini compresi, la presenza nel paese di una comunità di tecnici ed operatori economici occidentali, che lavorano prevalentemente, ma non solo, nei settori energetici, hanno fatto crescere negli ultimi anni le importazioni di vini che, dal 2012 ad oggi, sono quasi raddoppiate. Il principale esportatore resta il Sudafrica con una quota di mercato del 22% ma seguito a ruota dai paesi europei: Francia, Italia e Spagna in primis.

 

Febbraio 2015

Frena nel 2014 il mercato del vino in Cina

I dati ormai definitivi del 2014 confermano, come alcuni analisti avevano previsto, una riduzione, delle importazioni di vino in Cina, del 2% nei volumi e del 3% in valore. Se invece si segmentano i dati si nota che c’è un calo forte dell’import di vini sfusi. L’import di vini imbottigliati cresce del 3% in volume mentre in valore si riduce dell’1%. Il segmento degli spumanti invece cresce del 60% in volume e del 30% in valore. L’Italia conferma la sua leadership nel segmento degli spumanti, con una crescita dell’80% ma a costo di una riduzione dei prezzi. Nei vini imbottigliati l’Italia ha perso sia in volume (-7%), sia in valore (-10%). Crescono molto le esportazioni di Cile  e Australia.

 

Gennaio 2015

Andamento dell'export italiano di vino nel 2014

Si cominciano a fare i primi bilanci sull’appena trascorso 2014 anche se i dati non sono ancora completi. Si stima che l’export di vini italiani abbia raggiunto la cifra di circa 5,1 miliardi di Euro con una crescita minima, appena l’1% rispetto al 2013. Il dato è al di sotto delle aspettative anche perché il mercato interno è praticamente fermo e negli ultimi anni la crescita dell’export aveva rappresentanto per le aziende del settore l’unica àncora di salvezza. Nel 2014 su alcuni mercati tradizionali l’export è andato abbastanza bene: Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, su altri abbiamo perso posizioni, in Cina ma anche in Germania paese verso il quale si rivolge più della metà del vino sfuso complessivamente esportato dall’Italia. E proprio sul mercato tedesco, nell’anno appena trascorso, i nostri vini sfusi hanno subito la forte concorrenza dei più convenienti vini sfusi spagnoli. Anche il mercato russo, per quanto il vino sia un prodotto escluso dalle sanzioni, ha comunque subito un ridimensionamento anche perché quel paese tra crisi ucraina, sanzioni occidentali e crollo dei prezzi delle materie energetiche, nel 2015 andrà in recessione. La speranza è che nel 2015 la svalutazione dell’Euro possa favorire il nostro export.

 

Dicembre 2014

2014: primi bilanci di un anno caratterizzato dall'incertezza

Siamo a fine anno e si cominciano a fare, sia pure in maniera approssimata,  i primi bilanci sull’anno trascorso e sulle prospettive future. Il sentiment che prevale è una sostanziale incertezza. Il mercato interno è fermo a causa del prolungarsi della crisi economica da cui il paese non sembra riuscire a venir fuori. L’export continua a dare soddisfazioni in alcuni mercati storici come gli Stati Uniti, grazie anche alle brillanti performances economiche di quel paese o la Germania, ma i mercati dei cosiddetti Bric hanno dato risultati inferiori alle aspettative. In Cina il mercato è cresciuto meno del previsto, India e Brasile sono penalizzati dalle numerose barriere tariffarie e non tariffarie che ostacolano l’importazione di vini stranieri, la Russia nel 2014 ha subito i contraccolpi delle sanzioni occidentali dopo la crisi Ucraina e del crollo dei prezzi delle materie prime energetiche che ha mandato in recessione il paese. L’unico dato confortante è la crescita del segmento degli spumanti con un aumento dell’export nel 2014 superiore al 20% rispetto al 2013.

 

Novembre 2014

Angola, un mercato in forte sviluppo

Il mercato del vino nel continente africano è ancora limitato dimensionalmente, ma alcuni paesi stanno dimostrando negli ultimi anni un discreto dinamismo, tra questi l’Angola. Ex colonia portoghese, paese ricchissimo di risorse minerarie e di idrocarburi (gas e petrolio), ha conosciuto negli ultimi anni, grazie a poderosi investimenti cinesi, ritmi di crescita economica a due cifre con l’emergere di una classe media con buone disponibilità di reddito e sempre più interessata a modelli di consumo di tipo occidentale. Le importazioni di vino nel paese ammontano a circa 100 milioni di dollari l’anno, anche se gran parte di queste importazioni sono in mano ai portoghesi che hanno una quota di mercato dell’89%. Un piccola quota di mercato l’hanno conquistata i francesi, circa il 5%, seguono il Sudafrica al 3% e il Cile con il 2%. Tutti gli altri si dividono il restante 1%, tra questi anche gli italiani, la cui presenza è ancora insignificante.

Aumentano i consumatori di vino nel mercato statunitense

Secondo Wine Intelligence negli ultimi due anni sono aumentati di quasi 10 milioni i consumatori di vino negli Stati Uniti, un aumento consistente dovuto sostanzialmente a due fenomeni: l’aumento complessivo della popolazione statunitense e il sempre maggior successo che il consumo di vino ha tra i giovani al di sotto dei 35 anni. D’altronde negli ultimi cinque anni i volumi di vendita di vini nel mercato statunitense sono aumentati del 17%. Tuttavia questi dati positivi vanno interpretati adeguatamente tenendo presente che nelle abitudini di consumo di bevande alcoliche, soprattutto dei giovani, oltre al vino stanno crescendo molto anche le birre artigianali o il sidro. E non c’è nulla di più “volatile” dei gusti dei consumatori, soprattutto quelli più “evoluti” o “viziati”, come quelli americani.

Cina: un grande parco tematico dedicato alla vite e al vino

A dimostrazione dell’interesse sempre maggiore che i cinesi hanno nei confronti del vino è stato creato a Yanqing, vicino a Pechino, un grande parco tematico dedicato alla viticoltura. Realizzato in tempi record, soli 18 mesi, progettato da uno studio di architetti italiani, il Grape Exhibition Garden è stato costruito in una zona che. per condizioni climatiche e caratteristiche del terreno, è considerata tra le migliori per la coltivazione della vite in territorio cinese. L’area del parco che ha, non a caso, una forma a grappolo d’uva, si estende su una superficie di 200 ettari tra laghi, serre, orti, vigneti, cantine, aree museali, centri espositivi, strutture turistiche, e ha l’obiettivo di attirare turisti interessati al vino e alla vite.

Il mercato estone

L’Estonia si sta rivelando un mercato di sbocco interessante per i vini e, più in generale per tutto l’agroalimentare italiane. Per quanto sia un paese piccolo, con circa 1.400.000 abitanti (risulta il più piccolo tra le repubbliche baltiche), ha tuttavia un’economia in crescita a ritmi di circa il 3% l’anno e un reddito pro capite che si aggira sui 17.000 Euro annui. In forte crescita l’import di prodotti agroalimentari italiani che riscuotono sempre più successo e molti sono ormai i ristoranti di cucina italiana (sempre più apprezzata), gran parte dei quali aperti nella capitale Tallinn. Gli estoni sono grandi consumatori di prodotti alcolici e anche i vini italiani cominciano a essere conosciuti, ma sinora la gran parte dell’import di vini proveniva da paesi come il Cile, la Spagna e la Francia.  

I fondi OCM Vino inutilizzati ammontano a circa 33 milioni di Euro

L’inefficienza della Pubblica amministrazione, soprattutto a livello regionale continua a far perdere alle aziende del settore vinicolo, solo negli ultimi due anni, 2013 e 2014, circa 33 milioni di Euro di fondi per la promozione dei vini nei paesi terzi, non utilizzati. Questo scandalo è già stato denunciato diverse volte sulla stampa anche dai produttori nazionali. Una possibile soluzione per evitare questi sprechi, avanzata dagli stessi produttori vitivinicoli, potrebbe essere quella di aumentare la quota di questi fondi gestita a livello nazionale e non più regionale. Attualmente la ripartizione è 30% a livello nazionale e 70% a livello regionale e proprio nella quota di competenza regionale che i localismi, le inefficienze burocratiche e probabilmente  ragioni di carattere politico, impediscono un uso efficiente di queste risorse.

 

Ottobre 2014

Esportazioni italiane di vino nel primo semestre 2014

Cominciano ad essere disponibili i primi dati sull’evoluzione del mercato del vino nel primo semestre del 2014, in particolare per ciò che riguarda l’export. Le esportazioni italiane si attestano in termini di volumi sui 9,9 milioni di ettolitri, mentre a valore si raggiunge la cifra di 2,37 miliardi di Euro. Invece la Francia, il nostro principale concorrente, ha raggiunto valori dell’export, in termini di volumi pari a 6,9 milioni di ettolitri, ma in valore raggiunge una cifra di 3,4 miliardi di Euro, confermandosi come leader nelle fasce alte di mercato.

Maggio 2014

Mercato statunitense

Nei primi 4 mesi del 2014 si sono ridotte le esportazioni di vino italiano verso il mercato nordamericano in termini quantitativi (-4,4%), mentre sono aumentate in valore (+5,4), rispetto allo stesso periodo del 2013. Il che potrebbe far pensare che su quel mercato diventa più difficile trovare nuovi spazi ma anche che l’export italiano si posiziona sempre più nelle fasce di qualità più elevata. In realtà questa interpretazione è eccessivamente semplicistica perché l’import di vino complessivo, in termini quantitativi, negli Stati Uniti si sta riducendo, con una flessione molto consistente per esempio per i vini australiani (-17%), o cileni (-15%), ma anche la Francia è in flessione (-6,7%). Si tratta di un segnale non positivo da uno dei più importanti mercati del vino al mondo.

Finanziamenti per la promozione del vino nei paesi terzi

La Regione Sardegna mette a disposizione per il periodo 2014/15 un importo complessivo di Euro 1.958.732 per la promozione dei vini sui mercati esteri. La promozione riguarda tutte le categorie di vini a denominazione di origine protetta e a indicazione geografica.
Le azioni amissimibili, da svolgere in paesi terzi, riguardano:
a)    promozione e pubblicità;
b)    partecipazione a fiere, manifestaizoni ed esposizioni dir ilevanza inetrnazionale

c)    campagne di informaizone e promozione presso i punti vendita;
d)    altri strumenti di comunicazione tra cui creazione di siti internet.

Le domande vanno presentate entro il 30 giugno 2014.

 

Febbraio 2014

La forte svalutazione del peso argentino nei confronti del dollaro, causata dalle turbolenze nei mercati finanziari, rinfocolate anche dai rischi di default per l'economia argentina, potrebbe ridare slancio di vino verso gli stati Uniti. Il mercato americano assorbe già circa il 50% dell'export vinicolo del paese e i produttori argentini hanno dovuto affrontare negli ultimi tempi numerose difficoltà a cominciare da un'inflaizone che viaggia ormai attorno al 25% annuo.

A Gianni Zonin, uno dei più importanti produttori vinicoli italiani, è stato conferito il premio alla carriera Wine Enthusiast Lifetime Achievement Award, istituito dalla prestigiosa rivista americana Wine Enthusiast. Il premio è stato assegnato anche per la grande intuizione imprenditoriale avuta da Zonin 35 anni fa, quando nel 1976, acquistò la Barbousville Vineyards, una ex tenuta del Presidente americano Thomas Jefferson, in Virginia, creando nel territorio dell'East Coast degli Stati Uniti, una vera e propria cultura del vino.

Il Consorzio Vini del Trentino annuncia che nel 2013 c'è stata una vendemmia ricchissima, con un incremento nei volumi di +29% rispetto al 2012, con una produzione di 1,3 milioni di quintali di uva raccolta. Molto più elevato l'incremento nelle uve bianche, +34% rispetto a quelle nere +15%. Le uve bianche rappresentano circa il 75% della produzione regionale, mentre quelle nere il 25%.

 

   

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