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STATI UNITI

 

Stati-Uniti-RepIl Mercato del VINO negli STATI UNITI
Report 2017


Formato: PDF
Prezzo: Euro 50
Codice prodotto: USA17REP
Pagine: 148
Stato: disponibile

Indice: Dati generali - Rischio paese - Quadro macroeconomico - Il mercato del vino: caratteristiche principali - La produzione nazionale - Import-Export di vino - Consumo - Dati e statistiche - Normativa di settore - Norme sull’importazione di vino e bevande alcoliche  - Tariffe e barriere doganali - Etichettatura prodotti - Distribuzione commerciale - Canali di vendita del vino - Catene della Gdo (grande distribuzione organizzata) - Settore Horeca (Hotel restaurant and catering) - Negozi specializzati - Formazione dei prezzi  - Comportamento dei consumatori - Tendenze e prospettive - Strategie di entrata nel mercato statunitense - Fiere di settore - Mass media di settore - Indirizzi utili.

 

 Stati-Uniti-DBIl Mercato del VINO negli STATI UNITI
Database 2017

Formato Excel
Prezzo: Euro 50
Codice prodotto: USA17DB
Numero riferimenti: 555
Stato: disponibile

Elenchi, in formato Excel, completi di: nome, ragione sociale, tipologia commerciale, indirizzo, città, telefono, fax, sito web, e-mail, altri dati e informazioni utili di: Importatori - Distributori - Grossisti - Catene della Gdo (Grande distribuzione organizzata) - Operatori settore Horeca - Negozi specializzati al dettaglio e online - Ristoranti di cucina italiana

 

 

 

 

Il MERCATO del VINO negli STATI UNITI  Report + Database a soli Euro 80
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IL MERCATO DEL VINO NEGLI STATI UNITI
(Breve introduzione)

Gli Stati Uniti, superata ormai la grande crisi economica del 2008-09, sono riusciti con un mix efficace di politiche economiche e monetarie a riprendere con forza il sentiero della crescita economica che va rafforzandosi da un anno all’altro, tanto è vero che, nel 2014, la Federal Reserve ha iniziato a mettere un freno alle politiche di espansione monetaria che molto hanno contribuito a ridare slancio alla ripresa.
La principale bevanda alcolica consumata negli Stati Uniti è la birra, ma al secondo posto si colloca il vino anche se i consumi di quest’ultimo, in termini di volumi, sono un decimo di quelli della birra.
Il vino è un prodotto relativamente nuovo per i consumatori americani, non c’è l’abitudine di consumare vino quotidianamente durante i pasti. Il consumo comunque non è omogeneo nei diversi Stati e aree del paese, generalmente è più elevato nelle aree urbane e tra le fasce di popolazione più istruite, con redditi più elevati e abituate a viaggiare all’estero.
Il mercato del vino negli Stati Uniti ha continuato a crescere in maniera costante negli ultimi dieci anni. I consumi pro capite sono attorno ai 9 litri annui, ma se si scompongono i dati per area geografica ci sono Stati come la California o lo Stato di New York dove i consumi pro capite raggiungono i 20 litri annui.
In termini complessivi gli Stati Uniti sono comunque diventati ormai il più grande consumatore di vino al mondo con volumi che si avvicinano ai 3.000 milioni di litri annui.
Sono anche un grande paese produttore, anzi sono il quarto produttore mondiale dopo Spagna, Italia e Francia.  Negli Stati Uniti ci sono poco meno di 400.000 ettari vitati. Quasi il 90% della produzione statunitense si fa nello Stato della California, gli altri Stati nei quali si trova produzione vinicola sono lo Stato di Washington, lo Stato di New York e lo Stato dell’Oregon.
Ci sono migliaia di produttori e alcuni grandi colossi con fatturati di centinaia di milioni di dollari, basti pensare ad aziende come: E & J Gallo Winery, The Wine Group, Constellation Brands, Treasury Wine Estate, Trinchero Family Estates.
La produzione nazionale ammonta a circa 2.200 milioni di litri mentre le importazioni ammontano a circa 1.600 milioni di litri annui.
Le importazioni rappresentano circa un terzo del mercato del vino americano.
Una parte importante della produzione nazionale viene esportata, le esportazioni di vini americani riguardano prevalentemente i vini californiani e in valore, complessivamente, ammotnano a circa 1,5 miliardi di USD all’anno.
Per ciò che riguarda la destinazione delle esportazioni statunitensi, in valore,  il 31% va in Canada, il 16% verso il Regno Unito, il 6% verso Hong Kong, il 6% verso il Giappone, il 5% verso la Cina e a seguire tutti gli altri.
Il paese è molto aperto agli scambi e i consumatori americani sono sempre alla ricerca di novità.
Per quel che riguarda le importazioni, ammontano, in valore a circa 5,5, miliardi di USD, l’80% riguarda vini imbottigliati ma, negli ultimi anni, si è notata una crescita delle importazioni di vini sfusi soprattutto dai paesi dell’Unione Europea.
L’Italia è diventato ultimamente il primo esportatore di vini negli Stati Uniti con una quota di mercato di circa il 30% e un valore di circa 1,6 miliardi di USD.
Comunque la classifica in valore della provenienza delle importazioni è questa: Italia 32%, Francia 28%, Australia 10%, Argentina 7%, Spagna 6%, Cile 6%, Nuova Zelanda 5% e a seguire gli altri.
Le preferenze dei consumatori vanno per il 48% ai vini rossi, per il 35% ai bianchi e per il 17% ai rosati.
La commercializzazione del vino negli Stati Uniti deve necessariamente passare attraverso tre passaggi: importatore, distributore e dettagliante, il cosiddetto Three Tier System. Tutti coloro che intendono importare e commercializzare bevande alcoliche debbono ottenere una apposita licenza che viene rilasciata soltanto a quelle imprese che hanno una sede e un’organizzazione permanente negli Stati Uniti.
Ci sono numerosi importatori negli Usa ma circa il 60% del mercato è controllato da un piccolo gruppo di grandi aziende. L’importatore deve avere una licenza federale, valida su tutto il territorio statunitense.
Il distributore deve avere una licenza per ognuno degli Stati dell’Unione. In 18 Stati la distribuzione delle bevande alcoliche è gestita in regime di monopolio dallo Stato stesso anche se le modalità con cui viene esercitato questo monopolio variano da Stato a Stato.
Si tenga presente poi che esiste una eterogeneità di regolamentazioni per ciò che riguarda le bevande alcoliche, come anche differenze nell’imposizione fiscale, nei diversi Stati dell’Unione, per cui questa è una difficoltà in più da considerare se si vuole vendere negli Stati Uniti.
Un segmento in forte crescita nel mercato statunitense negli ultimi anni è quello dei vini biologici.
Per quel che riguarda i canali commerciali il 50% dei vini si vende nelle catene della GDO (Grande distribuzione organizzata), il 20% nel canale HoReCa (Hotel, Restaurant & Catering), la parte restante nei negozi specializzati.
Secondo la gran parte degli analisti i consumi di vino negli Stati Uniti nei prossimi anni continueranno a crescere, soprattutto cresceranno le fasce medio-alte del mercato. La recente consistente svalutazione dell’Euro nei confronti del dollaro dovrebbe facilitare l’export dai paesi europei. Si prevede anche che proseguiranno i processi di concentrazione nel mercato nazionale con fusioni ed acquisizioni da parte dei gruppi maggiori. Crescerà molto anche la vendita diretta ai consumatori, soprattuto quella online, anche se questo processo non influirà sui vini importati che debbono necessariamente passare attraverso un importatore locale e non possono essere venduti direttamente ai consumatori.

 

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